La diversa tipologia ed utilizzo dei rimedi omeopatici ha portato alla formazione di varie correnti di pensiero, delle quali le principali sono:

 

Unicismo

È la pratica dell’omeopatia secondo gli insegnamenti del maestro fondatore dell’omeopatia S.F. Hahnemann.

Gli omeopati appartenenti a questa scuola prescrivono un solo rimedio per volta, che corrisponde alla totalità caratteristica dei sintomi della persona.  Questo rimedio è chiamato rimedio costituzionale o “simillimum” del paziente.

L’omeopatia classica o unicismo ha l’obiettivo di:
Ristabilire l’equilibrio dell’energia vitale, conseguentemente scompaiono o si riducono anche i sintomi della malattia senza sopprimerli.
Ridurre la suscettibilità, predisposizione ad ammalarsi (riduzione dell’attività miasmatica).
Dissolvere la “falsa percezione della realtà”, ristabilire il modo corretto di sentire e di agire della persona – salute – ciò è possibile per l’azione di riequilibrio dell’ l’energia vitale alterata – malattia – ad opera del rimedio “simillimum”.
Infine, l’ideale di guarigione dell’omeopatia è che la persona ammalata recuperi il suo equilibrio, sia quindi libera di sviluppare tutto il potenziale di crescita e di maturazione che c’è naturalmente in ciascuno di noi.
Questo è ciò che Hahnemann chiamò “raggiungere gli alti fini dell’esistenza”.

 

Pluralismo

Prevede la somministrazione nel corso della giornata di più rimedi, assunti in tempi diversi. I medicamenti possono avere uguali o diverse diluizioni a seconda dei sintomi e del loro modo di manifestarsi.

Il massimo esponente di questa corrente è stato il medico francese Leon Vannier (1880 – 1963), anche se il pluricismo si praticava già all’epoca di Hahnemann.

Tanto gli unicisti come i pluricisti tengono conto del concetto d’individualità del paziente nel momento della prescrizione del rimedio. Non esiste la malattia ma una persona ammalata.

Vannier affermava che era unicista di convinzione e pluricista per necessità, dato che vedeva molti pazienti con quadri troppo confusi per essere trattati con un solo rimedio.

 

Complessismo

Appartengono a questa scuola i medici che, facendo uso dei rimedi complessi, somministrano più rimedi contemporaneamente miscelati fra di loro.

E’ un tentativo da parte dei laboratori omeopatici di semplificare le cose, per rendere più facile il complesso utilizzo dei rimedi omeopatici.

E’ la tendenza più lontana dalla dottrina omeopatica dato che non tiene conto ne del principio di similitudine del principio d’individualità.

I rimedi complessi sono costruiti in forma standard per alcuni disturbi: tosse, raffreddore, otite, traumi, etc…

 

DEFINIZIONE DELLE OMEOTERAPIE

Vengono definite “Omeoterapie” tutte le metodiche terapeutiche che utilizzano la prescrizione di “Medicinali Omeopatici”. Tale neologismo è stato concepito in seno alla F.I.A.M.O. (Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati) nel 1994, in funzione della comparsa delle prime proposte di legge sulle MNC. La relativa “classificazione delle omeoterapie” (sottoesposta) ha suggerito alle istituzioni che si occupavano successivamente della normativa sulle MNC (Proposte di legge varie e Commissione Affari Sociali della Camera) di prendere in considerazione le tre omeoterapie che nella classificazione F.I.A.M.O. vengono riconosciute come necessitanti di peculiare formazione professionale: Medicina Omeopatica (o Omeopatia), Medicina Antroposofica, Omotossicologia. Le stesse tre omeoterapie sono state successivamente riconosciute dalla FNOMCeO come “atto medico” nella storica delibera di Terni del maggio 2002. Le tre omeoterapie di cui sopra necessitano quindi di peculiare formazione professionale e implicano l’esistenza e il riconoscimento di tre distinte figure professionali mediche. Esistono peraltro altre omeoterapie, non contemplate dalle istituzioni, che non necessitano di formazione professionale, pur costituendo comunque il loro esercizio “atto medico”.

DEFINIZIONE DI MEDICINALE OMEOPATICO.
Per “medicinale omeopatico” si intende, in base alle direttive europee recepite nella legislazione italiana (direttiva 92/73/CEE, D.L.vo 185/95, legge 347/97, D.L.vo 24 aprile 2006, n.219) “ogni medicinale ottenuto a partire da sostanze denominate materiali di partenza per preparazioni omeopatiche o ceppi omeopatici, secondo un processo di produzione omeopatico descritto dalla farmacopea europea o, in assenza di tale descrizione, dalle farmacopee utilizzate ufficialmente negli Stati membri della Comunità Europea; un medicinale omeopatico può contenere più sostanze”. La definizione è esclusivamente “farmaceutica”, (funzionale solo alla uniformità della produzione e della distribuzione dei medicinali stessi in tutta l’area dell’Unione Europea) e non tiene conto delle varie metodiche prescrittive del medicinale omeopatico. Il medicinale omeopatico è dunque un medicinale prodotto a partire da una sostanza di base, attraverso “diluizioni” progressive alternate a “succussioni” ad ogni passaggio.
I medicinali Antroposofici hanno modalità di preparazione diversa anche se simile, ma vengono considerati ed omologati come “omeopatici” e sono sottoposti allo stesso regime legislativo. Il medicinale omeopatico può essere:

UNITARIO: se contiene una sola sostanza.

COMPLESSO: se contiene più ceppi unitari, in formulazione standardizzata a livello di produzione farmaceutica industriale, e distribuito come specialità della ditta produttrice.

 

CLASSIFICAZIONE DELLE OMEOTERAPIE

I) OMEOTERAPIE CHE RICHIEDONO FORMAZIONE PROFESSIONALE SPECIFICA

a) MEDICINA OMEOPATICA o OMEOPATIA:

metodo diagnostico, clinico e terapeutico, formulato alla fine del XVIII° secolo dal medico tedesco Samuel Hahnemann, basato su: a) la “Legge dei Simili”, che afferma la possibilità di curare un malato somministrandogli una o più sostanze che, in una persona sana, riprodurrebbero i sintomi rilevanti e caratteristici del suo stato patologico; b) la prescrizione di medicinali omeopatici strettamente personalizzata sul paziente; c) l’uso esclusivo di medicinali omeopatici unitari (monocomponente). La Medicina Omeopatica comprende due indirizzi metodologici: la Medicina Omeopatica Unicista e la Medicina Omeopatica Pluralista/Costituzionalista. La Medicina Omeopatica presuppone una formazione professionale specifica.
b) MEDICINA ANTROPOSOFICA: metodo diagnostico, clinico e terapeutico definito come “ampliamento dell’Arte Medica”, formulato all’inizio del XX° secolo dal filosofo austriaco Rudolf Steiner e dal medico olandese Ita Wegman, che si avvale di un metodo conoscitivo, fondato su una propria epistemologia, che guida la ricerca delle leggi che stanno a fondamento delle manifestazioni della vita. La Medicina Antroposofica comprende sia una farmacologia peculiare, tratta da sostanze naturali, sia trattamenti vari come la “terapia delle arti” (cura attraverso attività artistiche), discipline energetiche come l’Euritmia e massaggi come il massaggio ritmico. La Medicina Antroposofica utilizza medicinali omeopatici unitari e complessi. La Medicina Antroposofica presuppone una formazione professionale specifica.
c) OMOTOSSICOLOGIA:

metodo diagnostico, clinico e terapeutico, derivato dalla Medicina Omeopatica, formulato nella seconda metà del XX° secolo dal medico tedesco Hans Heinrich Reckweg, che si avvale di una sua caratteristica base teorica e metodologica, diversa da quella omeopatica, e di una sua peculiare strategia terapeutica. La parola Omotossicologia deriva dal concetto di “Omotossina” cioè qualsiasi molecola endogena o esogena capace di provocare un danno biologico all’organismo. L’Omotossicologia interpreta la malattia come espressione della lotta fisiologica dell’organismo che tende ad eliminare le “omotossine” e/o come espressione del tentativo dell’organismo di compensare i danni omotossici subiti. La Omotossicologia utilizza medicinali omeopatici unitari e complessi. La Omotossicologia presuppone una formazione professionale specifica.

 

II) OMEOTERAPIE CHE NON RICHIEDONO FORMAZIONE PROFESSIONALE SPECIFICA

d) OMEOTERAPIA COMPLESSA o COMPLESSISMO:
è una terapia che limita le modalità di prescrizione alla semplice sindrome clinico-sintomatologica, senza esigere la classica personalizzazione sul paziente. Non esistono una base teorica o un metodo clinico e prescrittivo peculiari per il Complessismo: la prescrizione del complesso omeopatico viene effettuata sugli schemi nosologici della Medicina Ufficiale, con le stesse modalità del “farmaco” convenzionale; Il Complessismo utilizza medicinali omeopatici esclusivamente complessi, composti da più unitari in formulazione standardizzata a livello di produzione farmaceutica industriale e distribuito come specialità della ditta produttrice. Il Complessismo NON presuppone una formazione professionale specifica;

 

e) IMMUNOTERAPIA OMEOPATICA:

è una terapia di modulazione del Sistema Immunitario attraverso sostanze attive sullo stesso, derivate dagli studi della Medicina Convenzionale. L’Immunoterapia
Omeopatica utilizza medicinali complessi con modalità sovrapponibili al Complessismo; L’Immunoterapia Omeopatica NON presuppone una formazione professionale specifica.
f) ORGANOTERAPIA:
la prescrizione del medicinale Organoterapico è mirata semplicemente sull’organo da trattare, con effetto di stimolo o regolazione o inibizione delle relative funzioni. L’Organoterapia utilizza medicinali unitari fabbricati omeopaticamente, a partire da vari tessuti e organi. L’Organoterapia NON presuppone una formazione professionale specifica.
g) ISOTERAPIA:
è una terapia che non utilizza il rimedio “simile (omoios)”, ma “identico (isos)“: si somministra cioè la stessa sostanza che ha provocato uno stato patologico, la quale, preparata omeopaticamente, ha un effetto curativo; l’Isoterapia è affine al Vaccino convenzionale. L’Isoterapia utilizza medicinali omeopatici unitari e complessi; L’Isoterapia NON presuppone una formazione professionale specifica.
h) ALTRE TERAPIE:

i medicinali omeopatici unitari o complessi vengono utilizzati anche in altre metodiche di minore importanza, comunque NON seguendo le modalità di prescrizione omeopatica classica, NE’ avendo necessità di approfondita e articolata formazione professionale.