FONTE http://www.amha.org.ar/skin/files/revistapt/revistahpt58.pdf

AUTORE = Dr. Jorge A. Casale – (09/06/1929 – 09/03/2009) – Ex-Prof. Consulto AMHA

TRADUZIONE = Dr. Lodovico Corradin

 

Prima di entrare nel tema, farò un breve riassunto spiegando la direzione di cura che sviluppa l’Energia Vitale, quale significato hanno i sintomi per il medico omeopata e che cosa si intende per malattia.

Si dice che la malattia è psicosomatica, cioè, origina in un disordine mentale, un contrattempo o una pena, e influisce sull’organismo materializzandosi in sintomi organici.

Però tanto l’organismo come la psiche sono mossi da un’energia biologica, automatica e compensatrice che chiamiamo Energia Vitale.

È biologica perché si trova in tutto l’essere vivente, cellula o tessuto, e così come nel patrimonio genetico ci sono i nostri tratti fisici ereditari c’è anche la nostra Energia Vitale ereditata. È automatica perché non dipende dalla psiche, anzi agisce su di lei. È compensatrice perché cambia continuamente la sua azione per compensare qualsiasi cambiamento che altera l’equilibrio biologico.

Anche nello stato di salute e in tutti i momenti della vita, l’Energia Vitale sta agendo per accomodare il nostro organismo ai cambiamenti dell’ambiente.

L’Energia Vitale è un principio dinamico immateriale che ha la facoltà di influire sulla mente ed il corpo, rispondendo automaticamente a qualsiasi aggressione esterna capace di disequilibrarci.

È capace anche di rigenerarsi e riprodursi nei nostri figli.

Ha una funzione conservatrice (crescita e sviluppo), difensiva (di fronte a qualsiasi aggressione esterna) e riproduttrice.

Mentre questa energia, presente nel nostro organismo, si trova in armonia con le forze cosmiche – mi riferisco al fatto di essere armonici con le energie climatiche, con le emozioni, con i nostri desideri e sentimenti – saremo in salute.

Mentre staremo in armonia psicosomatica ambientale non ci ammaleremo.

Però se per un forte desiderio represso o per un’emozione non elaborata questo equilibrio si rompe, l’Energia Vitale si disequilibria e si manifesta attraverso la comparsa di sintomi e segni, cercando immediatamente di compensare in qualche modo il disordine attraverso reazioni fisiologiche o patologiche più o meno evidenti.

La maggior parte delle volte ci riesce senza che ce ne rendiamo conto.

Per esempio in questo momento lei può sentire appetito o lo reprime coprendosi lo stomaco, sente caldo e lo compensa con la sudorazione, sente fretto e trema.

Tutte queste reazioni di compensazione fisiologica e automatica accadono senza essere percepite. Però se l’aggressione esterna è più forte, appaiono reazioni esterne patologiche: se ha fame sentirà un vuoto sgradevole nello stomaco, se sente caldo soffrirà una lipotimia o sensazione di soffocamento o starnuti se sente freddo. In molti casi queste reazioni compensatorie sono sufficienti per far tornare l’organismo alla normalità in maggior o minor tempo, però esistono altri processi più gravi e importanti.

Questi appaiono quando il conflitto che s’installa è dentro di noi. Qui l’Energia Vitale si disequilibria senza potersi riequilibrare e i suoi tentativi curativi si complicano.

Le nostre emozioni mal elaborate danneggiano solo noi stessi.

Un’ambizione smisurata ci eccita, il rancore e l’odio disturba chi lo sente, la depressione non ci permette di vedere con chiarezza, etc…

In un organismo sensibile e predisposto, la nostra Energia Vitale a volte si altera permanentemente senza possibilità di auto- recupero.

Siamo di fronte ad una malattia cronica e l’Energia Vitale alterata trasmette il suo disordine all’organismo provocando sintomi e che sono l’espressione della lotta interna che si sta producendo e della quale non possiamo liberarci.

È qui dove volevo arrivare:

la tendenza dell’Energia Vitale è recuperare l’equilibrio perso, fa che appaiano sintomi organici; per logica dobbiamo pensare che questi sintomi sono tentativi curativi.

Quando per un’infezione si produce la febbre, siamo di fronte ad un tentativo curativo dell’Energia Vitale creando un habitat inospitale per il virus.

Quando dopo un “mangiatona” abbiamo vomito e o diarrea, si tratta di un tentativo di eliminare ciò che ci cia ha fatto male. Questi sintomi non dobbiamo sopprimerli, ma rispettarli.

In tutte le malattie ci sono due classi di sintomi, quelli dell’espressione della malattia e i tentativi di curativi propri e particolari di ogni uno.

Riassumendo fino a qui:

  1. La malattia è in prima istanza un disordine dell’Energia Vitale
  2. Si esprime per sintomi molesti e patologici
  3. I sintomi esprimono la tendenza curativa individuale e particolare di ogni ammalato.

L’Energia Vitale come cerca di compensare un disordine?

Se si tratta di una malattia acuta è facile; lo elimina per gli emuntori.

Emuntori sono tutte le vie di uscita degli elementi indesiderati: urina, feci, fluidi, sudorazione e pelle. L’organismo si recupera senza problemi.

Però in una malattia cronica l’Energia Vitale è impotente da sola a difendersi, può solamente cercare di contenere, localizzare o bloccare la malattia e lo fa in un senso centrifugo, mettendo in gioco tutto il sistema bioenergetico difensivo per spostare la malattia a piani più superficiali e meno compromessi per la sua sopravvivenza.

In questo modo cerca spontaneamente la guarigione con il minor danno possibile, sacrificando le zone meno vitali a favore del mantenimento in perfetto ordine funzionale delle aree più vitali.

Quali sono gli organi più superficiali?

Pelle tessuto sub cutaneo e mucosa, successivamente muscoli e articolazioni. Di seguito ci saranno le viscere vuote e successivamente le solide: fegato, pancreas, ghiandole endocrine, etc…

Facciamo un esempio:

un bambino che fa un’angina con pus, per noi significa una debolezza vitale che si sta contenendo nelle tonsille, formando una prima barriera di difesa nella lotta intavolata fra la sua Energia Vitale predisposta e la virulenza del microbo.

Potremmo dare un antibiotico che sterilizzi la zona e curarla, però siccome il disordine vitale persiste, dopo poco tempo riacutizzerà una e un’altra volta.

È il problema dei bambini che sviluppano continui raffreddori e successivamente diventano penicillino – resistenti cambiando antibiotici.

Accade allo stesso modo con il cortisone, con i calmanti, con i lassativi, tutto smette di fare effetto nella misura che il corpo si adatta al farmaco ignorando l’Energia Vitale.

Cosa succederà se operiamo le tonsille?

Ovviamente non ci saranno più tonsilliti, però istantaneamente la localizzazione si svilupperà in un altro luogo diverso però più profondo e grave di quello precedente.

Lei dirà: che sfortuna, ora che lo abbiamo curato della tonsillite ha cominciato con questa tosse tanto fastidiosa.

Sempre quando sopprimiamo un sintomo esonerativo senza migliorare parallelamente il disordine vitale, si provoca un’altra localizzazione più grave a distanza.

Per questo gli omeopatia raccomandano sempre:

mentre qualsiasi malattia si mantenga superficiale o drenata in superficie, saremo in migliori condizioni rispetto a quando si sviluppa internamente.

Questo ci lascia un insegnamento:

Per quanto molesti siano i sintomi non dobbiamo sopprimerli, perché sono tentativi di guarigione e annullandoli solo otterremo un trasferimento del processo morboso in un’altra localizzazione ancora più difficile da guarire.

Non sopprimere eruzioni, non operare verruche senza correggere prima il disturbo vitale. Non sopprimere fluidi con azione locale, senza conoscere e trattare la causa.

Ci sono altre forme di soppressione che provocano il trasferimento di sintomi ad altri organi.

Non sopprimere la sudorazione, la febbre, ma trattare la sua origine.

L’abuso molto comune di sedanti, calmanti, di stimolanti, droghe, caffè, tabacco, cortisone.

Gli anticoncettivi, le vaccinazioni ripetute, la chirurgia soppressiva, l’ipnosi ma direzionata, l’abuso di elettroshock e la radioterapia.

In sintesi, tutti i trattamenti che sopprimono i sintomi che si vedono o si sentono, senza regolare la dinamica dell’ammalato, renderà più profondo il processo morboso, che anche se sembra meno molesto, sempre sarà più grave e difficile da curare.