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Quotidianamente conversiamo con molte persone che affrontano l’omeopatia con diffidenza. Dall’altra parte, altri sono suoi fanatici sostenitori, e convinti della sua efficacia. Questi ultimi sono coloro che hano visto una terapia spettacolare su loro stessi o nel loro stretto ambito familiare.

 

Mentre la maggior parte dei medici non accetta l’omeopatia, gli omeopatici consideravano un dato di fatto l’azione del farmaco omeopatico, e non si prendevano il disturbo di dimostrare l’ovvio. Per cui si occupavano specialmente degli esperimenti riguardanti la scoperta dell’azione di alcune sostanze, allo scopo di arricchire la conoscenza della farmacologia omeopatica, senza prendersi il disturbo di dimostrare agli «infedeli» come agisce il farmaco omeopatico.

 

Spesso alcuni studiosi criticano l’omeopatia dicendo che usa farmaci senza conoscere in che modo essi agiscano. Questo, però, non avviene solo nell’omeopatia. È noto che anche oggi esistono molti farmaci allopatici che sono prescritti con efficacia, senza però che noi conosciamo ancora il meccanismo preciso della loro azione. Come esempio, menziono l’aspirina e alcuni antibiotici di cui, sebbene vengano prescritti, non si conosce il meccanismo di azione.

 

Per poterci avvicinare all’azione del farmaco omeopatico, dovremo riferirci ad un principio riconosciuto in farmacologia che si chiama ‘‘rispondenza bifasica dei farmacì’. In base a questo principio, ogni farmaco presenta due fasi di azione, che dipendono dalle dosi. Quindi, mentre la sua efficacia non aumenta quanto aumenta la sua dose, le ricerche mostrano continuamente che dosi esageratamente piccole di una sostanza hanno il risultato contrario a quello delle dosi grandi. Così per esempio, è stato dimostrato che le dosi mediche usuali di atropina sospendono il parasimpatico e provocano aridità alle mucose. Al contrario, dosi esageratamente picole provocano un aumento delle secrezioni alle mucose.

 

Nel 1870 Hugo Schulz e Rudolf Arndt scoprirono contemporaneamente il suddetto principio. All’inizio fu chiamato legge di Arndt-Schulz, e con questo nome fu registrato fino ad oggi nei dizionarii medici. Più specificamente, questi ricercatori scoprirono che deboli irritazioni accellerano l’attività fisiologica, irritazioni medie la inibiscono, e forti irritazioni la fanno cessare. Per esempio, concentrazioni molto deboli di iodio, bromo, di mercurio clorato e di acido di arsenico rafforzeranno lo sviluppo del lievito (miceto), dosi medie di questi elementi lo inibiranno, e grandi dosi uccideranno il micete.

 

Il primo studio ufficialmente registrato della efficacia dell’omeopatia fu fatto nel XIX secolo, quando scoppiò un’epidemia di colera, nel decennio 1850. Quando fu comunicata al Parlamento la mortalità negli ospedali di Londra a causa del colera, non furono compresi i dati riguardanti gli ospedali omeopatici. Però un deputato insistette, affinchè fossero presentati anche i dati degli ospedali omeopatici. A causa del suo intervento, si salvò l’informazione sugli eccezionali vantaggi dell’omeopatia nell’affrontare l’epidemia di colera. In base a questi dati, la percentuale di mortalità dei malati di colera nell’ospedale omeopatico di Londra, fu del 16,4%, mentre in tutti gli altri ospedali fu del 51,8%.

 

I tentativi più serii di dimostrazione dell’azione del farmaco omeopatico furono fatti nell’ultimo secolo. Più oltre saranno menzionate alcune opere riguardanti la ricerca del farmaco omeopatico, e che dimostrano la sua azione.

 

Un gruppo di studii è quello che riguarda la somministrazione personalizzata di farmaci omeopatici. Nel 1991 tre professori di medicina  in Olanda hanno fatto una post-analisi negli studii clinici degli ultimi 25 anni, in cui erano stati usati farmaci omeopatici, e pubblicarono i risultati nel British Medical Journal (J. Kleijnen, P.Knipschild, G. ter Riet, ‘‘Clinical Trials of Homeopathy’’, British Medical Journal,9 Febbraio 1991,302: 316-323).

 

Questa post-analisi copriva 107 prove-studii controllati, di cui 81 mostrarono che i farmaci omeopatici sono efficaci, 24 mostrarono che non sono efficaci, mentre di 2 non si potè trarre alcuna conclusione. I professori conclusero che ‘‘La quantità dei dati positivi costituì una sorpresa per noi’’.  In particolare, constatarono quanto segue:

 

  • Su 19 prove, 13 mostrarono un successo nella cura di infezioni dell’apparato respiratorio superiore.
  • Su 7 prove, 6 mostrarono risultati positivi nella cura di altre infezioni.
  • Su 7 prove, 6 mostrarono un miglioramento in malattie dell’apparato digerente.
  • 5 su 5 mostrarono il successo nella cura del raffreddore di primavera (allergia della primavera).
  • 5 su 7 mostrarono una convalescenza più veloce dopo un intervento addominale.
  • 4 su 6 favorivano la cura di malattie reumatiche.
  • 18 su 20 mostrarono un vantaggio nell’affrontare un dolore o una ferita.
  • 8 su 10 mostrarono risultati positivi nell’alleviamento di problemi psicomentali.
  • 13 su 15 mostrarono un vantaggio nella cura di diverse malattie.

 

Nonostante l’alta percentuale di studii che fornivano dati positivi per l’uso di farmaci omeopatici, la maggior parte di questi studii, in un modo o nell’altro, sono incompleti. Eppure gli studiosi trovarono 22 studii di alta precisione, 15 dei quali mostrarono che i farmaci omeopatici erano efficaci. Il fatto che 11 dei 15 migliori studii mostrarono che questi farmaci naturali son efficaci presenta un grande interesse, mostrando che, quanto meglio progettate ed eseguite erano le ricerche, tanto più alta era la percentuale di reperimento di farmaci omeopatici come efficaci.

 

Certo, questo non si osserva solo nelle opere dell’omeopatia, ma anche l’ambito della medicina convenzionale presenta un’analoga percentuale di studii incompleti. Così, i ricercatori della post-analisi concludevano che: ‘‘Le prove presentate in questa relazione sarebbero probabilmente soddisfacenti per il consolidamento della omeopatia come una terapeutica valida, con precise indicazioni’’.

 

Un altro lavoro sull’azione dei farmaci omeopatici fu uno studio isolato sull’affrontamento omeopatico dell’asma. (David Reilly, Morag Taylor, Neil Beattie, et al., ‘‘Is Evidence foe Homeopathy Reproducible?’’Lancet, 10 Dicembre 1994, 344: 1601-6).

 

Ricercatori all’università di Glasgow usarono classici test allergici per diagnosticare a quali sostanze allergiche erano più sensibili i sofferenti d’asma. Dopo che furono stabilite le sostanze, le persone furono suddivise a caso in gruppi di terapia con un farmaco e con un farmaco fittizio. Ai pazienti del gruppo per la cura, fu somministrata, al 30mo rinforzamento centesimale la sostanza alla quale erano maggiormente sensibili (la sostanza più comune era l’acaro dela polvere della casa). Le persone partecipanti all’esperimento, furono esaminate e valutate sia da medici omeopatici, che da medici convenzionali. Questo studio mostrò che l’82% dei pazienti che avevano preso farmaci omeopatici era migliorato, mentre solo il 38%dei pazienti che avevano preso un farmaco fittizio aveva avuto un certo sollievo.

 

Un altro studio, che è stato pubblicato sull’ American Journal of Pediatrics, ha esaminato l’uso dei farmaci omeopatici, nell’affrontamento della diarrea infantile. (Jennifer Jacobs, L.Jimenez, Margarita, Stephen Gloyd, ‘‘Treatment of Acute Childhood Diarrhea with Homeopathic Medicine: A.Randomized Clinical Trial in Nicaragua’’, Pediatrics, Maggio 1994,93,5:719-25). Oltre cinque milioni di bambini muoiono ogni anno a causa della diarrea, specie nei Paesi non industrializzati.

 

Questo doppio-cieco studio, scelto a caso, degli 81 bambini, è stato condotto in Nicaragua, in collaborazione con l’Università di Washington e con l’Università di Guadalajara. I risultati mostrarono che il farmaco omeopatico personalizzato aveva dato, clinicamente e statisticamente, un miglioramento notevole nella diarrea infantile, a paragone con quei bambini a cui fu somministrato un farmaco fittizio. I bambini che avevano preso un farmaco omeopatico furono curati dall’infezione il 20% più velocemente dei bambini che avevano preso un farmaco fittizio. I bambini più malati corrisposero ancora più spettacolarmente alla cura omeopatica. In totale, nello studio, furono usati 18 differenti farmaci omeopatici, che erano stati scelti in modo personalizzato, in base ai sintomi di ciascun bambino.

 

In Italia fu condotto uno studio sull’efficacia della terapia omeopatica dell’emicrania con sessanta pazienti scelti a caso e che partecipavano allo studio doppio-scelto. I malati compilavano regolarmente un questionario con la frequenza, l’intensità e le caratteristiche del mal di testa. (Bruno Brigo, and G.Serpelloni, ‘‘Homeopathic Treatment of Migraines: A randomized Double-blind Controlled Study of 60 Cases,’’Berlin Journal on Research in Homeopathic, Marzo 1991,1,2:98-106).

 

Fu somministrato loro il farmaco omeopatico, una dose del 30° rafforzamento, che fu ripetuto in totale quattro volte, con intervalli di due settimane. Furono scelti otto farmaci, e fu permesso ai medicatori di dare ad ogni paziente uno qualunque dei due farmaci. Mentre solo il 17% dei pazienti a cui era stato somministrato un farmaco fittizio sentì sollievo dall’emicrania, un impressionante 93% dei pazienti che avevano preso un farmaco omeopatico ebbe buoni risultati.

 

Un altro studio riguardante una terapia omeopatica personalizzata fu sull’efficacia della cura omeopatica nell’affrontamento dell’artrite reumatica. (R.G.Gibson, S.Gibson, A.D.MacNeill, et al., ‘‘Homeopathic Therapyin Rheumatoid Arthritis:Evaluation by Double-blind Clinical Therapetic Trial,’’British Journal of Clinical Pharmacology,1980,9:453-59).

 

Lo studio comprendeva 46 malati. Due medici omeopatici prescrissero farmaci omeopatici, personalizzati per ogni malato, anche se solo la metà di essi prese il farmaco vero, mentre l’altra metà prese il farmaco fittizio. Lo studio mostrò che l’82% di coloro che avevano preso il farmaco omeopatico personalizzato sentirono un sollievo nei loro sintomi, mentre solo il 21 % di coloro che avevano preso un farmaco fittizio sentirono un sollievo in grado simile.

 

Ma oltre agli studii in cui sono prescritti farmaci omeopatici personalizzati, esiste un altro metodo di ricerca, secondo il quale si provano farmaci isolati in base alla motivazione. È noto che se un fattore tossico agisce su diverse costituzioni peculiari, appariranno sintomi connessi all’azione del fattore, indipendentemente dal tipo di costituzione peculiare. Per esempio, i sintomi per il morso di un serpente velenoso su diverse costituzioni peculiari sono comunemente indipendenti dalla costituzione peculiare della persona. Più oltre menzioniamo alcune ricerche effettuate in base alla motivazione.

 

Durante la seconda guerra mondiale, il governo britannico finanziò una ricerca che fu effettuata indipendentemente in due diversi centri (Londra e Glasgow), usando la prova del controllo doppio-cieco con risultati simili. (R.M.M.Owen and G.Ives, ‘‘The Mustard Gas Experiments of the British Homeopathic Society: 1941-1942’’, Proceedings of the 35th International Homeopathic Congress,1982,258-59).

 

Lo studio riguardava volontarii a cui erano state provocate ustioni da armi chimiche tossiche ‘‘gas mostarda’’, e a cui era stata applicata una terapia omeopatica. Il trattamento comprendeva Mustard Gas 30CH come trattamento precauzionale, e Rhus Toxicodendron 30CH e Kali Bichromicum 30CH come terapia. Le persone a cui era stata applicata la terapia omeopatica presentarono un notevole miglioramento.

 

Inoltre si deve menzionare che i ricercatori provarono anche l’efficacia di Opium 30CH, Cantharis 30CH e Variolinum 30CH, dei quali nessuno si mostrò particolarmente efficace. Se questa ricerca avesse controllato solo questi farmaci, i ricercatori avrebbero potuto concludere che i farmaci omeopatici non sono efficaci nell’affrontamento delle ustioni da gas mostarda. La chiave per una cura omeopatica efficace era e sarà sempre il reperimento del farmaco giusto.

 

Un’altra malattia per la quale fu dimostrata l’efficacia della terapia omeopatica èla retinpatia diabetica. (Zicari, et al., ‘‘Valutazione dell’azione angioprotettiva di preparati di Arnica nel trattamento della retinpatia diabetica,’’ Bollettino di Oculistica, 1992, 5:841-848).

 

La retinpatia è una complicazione del diabete, in cui c’è infiammazione della retina, che provoca disturbi alla vista, edema, secrezione dall’occhio, e certe volte emoragia dentro la retina. In questo studio doppio-cieco di 60 pazienti, fu somministrata Arnica 5CH. I risultati dello studio mostrarono che il 47% dei pazienti che avevano preso Arnica 5CH avevano un miglioramento nel flusso centrale del sangue all’occhio, mentre solo l’1% dei pazienti che avevano preso un farmaco fittizio aveva questo miglioramento. Inoltre, il 52% dei pazienti che avevano preso il farmaco, avevano un miglioramento del flusso sanguigno anche in altri punti dell’occhio, mentre solo l’1,5% del gruppo del farmaco fittizio aveva un simile miglioramento.

 

Nelle vendite in Francia, il primo farmaco contro l’influenza è nella realtà

un farmaco omeopatico. L’Anas barbariae 200CH, la cui comune denominazione commerciale è Oscillococcinum TM, è particolarmente efficace nella prima fase dell’influenza. Uno studio doppio-cieco fu condotto su 478 pazienti sofferenti d’influenza. (J.P.Ferley, D.Zmirou, D.D’Admehar, et al., ‘‘A Controlled Evaluation of a Homeopathic Preparation in the treatment of Influenza-like Syndrome,’’ British Journal of Clinical Pharmacology, Marzo 1989, 27:329-35).

 

La ricerca mostrò che quasi il doppio delle persone che avevano preso il farmaco, superò l’influenza in 48 ore, in confronto alle persone che avevano preso il farmaco fittizio.

 

Anche se il farmaco si dimostrò efficace su tutte le età, tuttavia presentava il massimo dell’azione sulle persone sotto i 30 anni, piuttosto che sulle più anziane. Però non fu efficace in stadii avanzati d’influenza, ove sarebbero stati indicati farmaci omeopatici con maggiore personalizzazione di sintomi.

 

In una ricerca condotta all’ Università di Crimea (Influenza di varie diluizioni di farmaci omeopatici nella velocità di sedimentazione di rossi (VSR) E.Sokol, E.Tefoukova, G.Loukas) furono dati i farmaci omeopatici Arnica, Millefolium e Acidum salicylicum in rafforzamenti 6X, 12CH e 30CH a 48 persone sane. Ad un altro gruppo di 9 persone fu dato del placebo. Il farmaco Acidum salicylicum fu il solo a provocare un aumento della VSR in rapporto al placebo. In seguito fu somministrato ad un gruppo di 10 persone il farmacoAcidum salicylicum, dopo essere stato bollito per 5 minuti. I risultati, in questo caso, non differirono da quelli del gruppo che aveva preso il placebo.

 

Anche gli studii su animali e piante presentano un interesse. Così fu osservato che la somministrazione del farmaco omeopatico Apis melifica 7c – 9c (farmaco che proviene dal veleno del pungiglione dell’ape)aveva un effetto protettivo sull’eritema provocato su maiali indiani con irradiamento ionizzante. (J.Bildet, M.Guyot, F.Bonini et al., ‘‘Demostrating the effects of Apis melifica and Apium virus dilutions on erithema induced by U.V. Radiation on Guinea pigs,’’ Berlin Journal of research in Homeopathy, 1990, 1:28).

 

In un altro esperimento, dei topi bianchi furono esposti a raggi X, di potenza da 100 a 200 rad (dosi non letali), e in seguito furono misurati dopo 24, 48 e 72 ore. Prima e dopo l’irradiamento, furono somministrati Ginseng 6X, 30CH e 200CH, e Ruta Graveolens 30CH e 200CH. In confronto con i topi che avevano preso placebo, quelli che avevano preso farmaci omeopatici presentarono danni cromosomici o cellulari di molto minori. (A.R.Khuda-Bukhsh, S.Banik, ‘‘Assessment of Cytogenic Damage in X-irradiate Mice and its Alteration by Oral Administration of Potentized Homeopathic Drug, Ginseng D200’’, Berlin Journal of Research in Homeopathy, 1991, 1,4/5:254. Also Khuda-Bhkhsh, A.R.Maity, S., ‘‘Alteration of Cytogenic Effects by Oral Administration of potentized Homeopathic Drug, Ruta graveolens in mice exposed to sub-lethal X-radiation’’, Berlin Journal of Research in Homeopathy, 1991, 1,4/5:264).

 

Esistono oltre 100 ricerche, che valutano l’azione preventiva e terapeutica delle dosi omeopatiche di sostanze naturalmente tossiche. Studiosi di istituti tedeschi di ricerca e dell’Americàs Walter Reed Hospital, in collaborazione, realizzarono una post-analisi su queste ricerche. (K. Linde, W. B. Jonas, D. Melchart, D,. et al.,‘‘Critical Review and Meta-analysis of Serial Agitated Dilutions in Experimental Toxicology’’,Human and Experimental Toxicology,1994,13:481-92).

 

Però anche nella post-analisi che era stata condotta nelle ricerche cliniche sui farmaci omeopatici, così anche ora si trovò che la maggior parte degli studii era in qualche modo incompleta. Però, negli studii di altissima qualità, si trovò che i risultati positivi erano il  50% in più di quelli negativi. Specialmente era degno di nota il fatto che i ricercatori che avevano controllato dosi di livello submolecolare (rafforzamenti maggiori di 12CH) avevano a disposizione gli studii progettati in maniera più completa, e spesso con risultati statistici più importanti.

 

Più in particolare, molti ricercatori diedero, di solito a topi, grosse dosi di arsenico, di bismuto, di cadmio, di mercurio cloroso e di piombo. La ricerca mostrò che gli animali a cui in precedenza erano state  somministrate preventivamente piccole dosi omeopatiche di questi elementi tossici, e che in seguito avevano fatto una terapia con ripetute dosi omeopatiche, dopo l’esposizione a grosse dosi di sostanze, secernevano in percentuale maggiore queste sostanze attraverso l’urina, le feci e il sudore, in confronto con gli animali che avevano preso placebo.

 

Ricercatori tedeschi constatarono che le mucche da latte, che avevano preso Sepia 200CH, presentavano complicazioni molto minori nel parto, di quelle che avevano preso il placebo. (A.V.Williamson, W.L.Mackie, W.J.Crawford, et al., ‘‘A Study Using Sepia 200CH given Prophylactically Postpartum to Prevent Anoestrus Problems in the Dairy Cow’’, British Homeopathic Journal, 1991, 80:149. Vedi anche degli stessi ricercatori: ‘‘A Trial of Sepia 200’’, British Homeopathic Journal, 1995, 84:14-20)

 

Altri esperimenti mostrarono che la somministrazione di bassi rafforzamenti di combinazioni di farmaci come Lachesis, Pulsatilla e Sabina, oppure Lachesis, Echinacea e Pyrogenium, insieme con Caulophyllum, che furono somministrate a maiali, fornivano un’azione protettiva e terapeutica nelle infezioni (infiammazioni dei seni e della vagina), come anche nella diarrea dei piccoli maiali. (G.Both, ‘‘Zur Prophylaxe und Therapie des Metritis – Mastitis – Agalactic: Komplexes des Schweines mit Biologischen Arzneimitteln,” Biologische Tiermedizen, 1987, 4:39).

 

Un altro lavoro con dei maiali mostrò che farmaci omeopatici, e specie Caulophyllum 30CH, potrebbero diminuire le nascite di nati morti (stillbirths).

I maiali che avevano preso placebo, ebbero 103 nascite normali e 27 natimorti (20,8%), mentre quelli che avevano preso Caulophyllum 30c avevano avuto 104 nascite normali e 12 natimorti (10,3%). (Christopher Day, ‘‘Control of stillbirths in Pigs Using Homeopathy’’, Veterinary Record, 3 Marzo 1984, 114,9,216. Also Journal of the American Institute of Homeopathy, Dicembre 1986, 779,4:147-47).

 

In un altro interessante esperimento, fu messa Thyroxine 30X (ormone della tiroide) in acqua di girini. In confronto con i girini che avevano preso placebo, la morfogenesi in rane dei girini che avevano preso dosi omeopatiche, fu ritardata. Poichè l’assunzione di grosse forme di tiroxina accellera la morfogenesi, è logico, da parte dell’omeopatia, che l’assunzione di tiroxina rinforzata la rallenti. (P.C.Endler, W.Pongratz, G.Kastberg, et al., ‘‘The effect of highly Diluted agitated Thiroxyne on the climbing activity of frogs’’, Veterinary and Human Toxicology, 1994, 36:56. Also, P.C.Endler, W.Pongratz, R.VanWijk, et al., ‘‘Transmission of Hormone Information by Non-molecular Means’’, FASEB Journal, 1994, 8 Abs. 2313).

 

Una ricerca vasta e molto accurata fu condotta nel 1941-42 da parte di uno scienziato omeopatico scozzese, W.E.Boyd. (W.E.Boyd, ‘‘The Action of Microdoses of Mercuric Chloride on Diastasè’, British Homeopathic Journal, 1941, 31:1-28; 1942, 32:106-11). Questo lavoro mostrò che piccole dosi di mercurio clorato statisticamente avevano un’importante influenza sull’attività della dimensione (di un enzima prodotto durante il germogliamento dei semi).

Questa ricerca fu progettata e condotta così bene, che il decano di una facoltà di medicina americano commentò che ‘‘la precisione della tecnica (di Boyd) costituisce un esempio di studio scientifico di altissimo livello’’. (Mock, D., ‘‘What’s Going on Here, Anyway?’’. A Review of Boyd’s ‘‘Biochemical and Biological Evidence of the Activity of High Potencies,’’ Journal of the America Institute of Homeopathy, 1969, 62:197).

 

In un lavoro condotto presso l’Università dell’Amicizia dei Popoli, fu studiata l’attività elettrica della parete muscolare dello stomaco e del duodeno, dopo l’influenza del farmaco omeopatico Nux Vomica (A.Zavantskaia, K.Ptivalova, S.Pasin, G.Loukas, Cattedra di Omeopatia). In un esperimento con gatti, fu studiata l’azione del farmaco NuxVomica 30CH, che fu applicato nella regione degli elettrodi nella parte cardiaca dello stomaco, sul corpo, al piloro e sul bulbo del duodeno. Dopo l’applicazione del farmaco, l’attività muscolare nella regione del corpo aumentò di 3,2 volte, del piloro di 2,1 volte, mentre invece nel bulbo del duodeno diminuì di 2,2 volte. In questo esperimento fu dimostrata la capacità del farmaco omeopatico Nux Vomica di influenzare il funzionamento dello stomaco. I risultati di questo esperimento sono in accordo con i risultati di prove omeopatiche sperimentali su questo farmaco.

 

In un altro lavoro condotto nella stessa università, fu studiato come la resistenza dei topi in condizioni di acidulità venga influenzata dalla somministrazione del farmaco omeopatico Hydrogenium Peroxydatum 30CH (A.Chochlov, A.Zavatskaia, Ch.Efstathiou, G.Loukas, Cattedra di Omeopatia). Furono usati due gruppi di topi, dei quali uno prese il farmaco omeopatico, l’altro placebo. I topi che avevano preso placebo erano i più sani, mentre i topi che avevano preso il farmaco omeopatico erano i più deboli. Fu usato un modello sperimentale ove i due gruppi furono messi in condizioni di elevata altitudine, ove predominava acidulità. I topi che avevano preso il farmaco omeopatico mostrarono un adattamento più veloce e migliore in condizioni di ipossia (acidulità). Inoltre, ritornarono più velocemente allo stato fisiologico quando tornarono alle condizioni normali, ed avevano una maggior durata di vita che non i topi dell’altro gruppo.

 

In un altro lavoro della stessa università, fu studiata l’influenza del farmaco omeopatico Berberis vulgaris nell’incanalamento linfatico (A.Zavatskaia e coll.). A dei topi fu somministrata una tintura della pianta e preparati omeopatici al 3°, 6° e 30° rafforzamento. All’inizio fu studiato il tempo di incanalamento della sostanza dall’intestino e dal mesentere, prima di somministrare un qualunque farmaco. In seguito furono provati i diversi preparati e fu misurato il tempo d’incanalamento. Dallo studio dei risultati si trovò che le forme rinforzate di Berberis vulgaris aumentano l’incanalamento linfatico, mentre la corrispondente tintura vegetale lo frena. Più in particolare il 3o ed il 6o rafforzamento aumentarono l’incanalamento più nell’intestino che nel mesentere,mentre il 30olo aumentò allo stesso grado sia nell’intestino, sia nel mesentere.

 

Più sopra abbiamo visto i risultati di alcuni lavori riguardanti l’attività del farmaco omeopatico. Per alcuni, i suddetti lavori sono sufficienti per dimostrare l’attività del farmaco omeopatico, per altri non dimostrano nulla. Anche se la più grande dimostrazione sono le migliaia di pazienti che sono stati aiutati dall’applicazione dell’omeopatia, c’è un grande interesse per lo sviluppo della ricerca sull’azione del farmaco omeopatico.